I pericoli di Internet.

Attivate i sottotitoli in italiano!

Questo video elenca con chiarezza i quattro maggiori pericoli della rete Internet:

one-1426636_640La dipendenza

Sempre più adolescenti trascorrono i loro pomeriggi su Facebook o sulle chat come WhatsApp, trascurando le amicizie reali e perdendo un sacco di tempo utile per lo studio e la scuola.

two-1426640_640 Sappiamo troppo, capiamo poco

Siamo sommersi dalle informazioni, ma siamo sicuri di saperle interpretare correttamente? Uno studio della Stanford University mostra chiaramente come la maggior parte degli intervistati, quasi tutti adolescenti e giovani, non sappia distinguere tra una “bufala” e la verità.

Non a caso l’Oxford Dictionaries ha eletto come parola dell’anno il termine “post-verità”. Cosa significa? Leggi il prossimo articolo per scoprirlo:

three-1426639_640La privacy è in pericolo

Cliccare su “condividi” è davvero semplice. Ma vi siete mai assicurati di avere il permesso di diffondere foto o post altrui? Siete sicuri che quello che state per condividere non è offensivo o umiliante per qualcuno? Sapete che qualsiasi contenuto pubblicato su Internet non potrà mai essere cancellato in modo definitivo? Pensate che imbarazzo quando cercherete un impiego e i vostri futuri datori di lavoro vedranno le vostre foto pubblicate senza pensare alle conseguenze.

four-1426634_640La criminalità online è fuori controllo

Un reato, anche se compiuto su Internet, è sempre un crimine punibile dalla legge. Quali sono i reati più frequenti sulla rete?

  • Lo scambio di materiale pedopornografico.
  • Gli insulti sessisti e razzisti (vi ricordo che le parole pesano).
  • Il cyberbullismo

Noi ci occuperemo in modo particolare di questo ultimo aspetto, purtroppo molto frequente anche nella nostra realtà. Qui un video per cercare di capire il fenomeno e qui un racconto di Antonio Ferrara, “Il balcone“.

Le parole pesano.

Le nostre parole parlano di noi.

Il nostro mondo è fatto di parole.

Con le parole comunichiamo, con le parole facciamo ridere, con le parole facciamo piangere; con le parole facciamo commuovere, con le parole attraversiamo gli oceani.

Esistono parole laceranti come coltellate, parole soffici e graziose come batuffoli, parole che pesano sulla coscienza come macigni.

Le parole sono importanti, tutte. Dalle parole che pronunciamo e scriviamo scaturisce la nostra immagine come persone.

Il famoso cantante Mika qualche giorno fa durante una trasmissione tv ha raccontato il suo rapporto con le parole. Da piccolo era dislessico e i compagni lo prendevano in giro. Ecco il testo del suo monologo:

Il mio linguaggio è quello della musica. Con le parole ho combattuto, ho fatto la guerra. Specialmente da bambino. Perché ero dislessico. Le lettere scappavano da tutte le parti e io non sapevo metterle in fila. È per questo che so quanto sono importanti le parole. Le parole sono il nostro modo di conoscere e di farci conoscere. Fanno nascere il dialogo. Formano le storie, fanno incontrare le persone, le fanno innamorare, le fanno odiare. Le parole fanno scoppiare le guerre e sempre le parole fanno tornare la pace. Sono la nostra merce di scambio con gli altri, la nostra moneta.
A volte ci fanno ridere, a volte ci fanno piangere come stupidi, a volte ci accarezzano come il vento, a volte ci fanno male. Parole gentili come fiori o pesanti come un pugno in faccia.
Bisogna stare molto attenti alle parole, sono potenti, tanto potenti, bisogna usarle con cura, sceglierle una per una.
E quando le parole non ci sono o non ci possono essere perché parliamo lingue differenti o perché non parliamo, ci sono i gesti, i sorrisi, le mani. Le parole sono un ponte, un vecchio ponte pericolante in mezzo a un bosco. Il ponte è lì da tanto tempo, io sono qui, tu sei dall’altra parte e camminiamo piano piano, uno verso l’altro, con le parole, un po’ armati un po’ indifesi e ci incontriamo.

Puoi vedere il suo intervento sul sito della Rai (circa 1h 55m).

Qui trovate il testo completo in italiano della canzone di Mika, ma qui sotto potete leggere i versi più significativi.

Dici che sono solo parole
E che con il tempo sarà più facile.
Niente è solo parole
Ecco come si ferisce il cuore.

Non ci riesco, non ci riesco
Non riesco a dimenticare tutte le parole che hai detto
Non riesco a dimenticare tutte le parole che hai detto
Non riesco a dimenticare tutte le parole che hai detto
Non riesco a dimenticare le parole
Ecco come si ferisce il cuore.

Le parole feriscono in profondità, ma possono anche curare. Abbiamo davvero bisogno di ritrovare unità, fiducia, sostegno degli uni verso gli altri.

Vi propongo un’attività: nei biglietti che vi consegnerò in classe, scrivete una qualità positiva di ogni vostro compagno di classe. Alla fine dell’ora ognuno riceverà la busta con le proprie parole positive.

Vietato dire “non ci riesco”.

Aggiornamento: ecco le buste!

I ricordi che ci hanno fatto diventare le persone che siamo.

Cari ragazzi di terza, eccoci alla fine del nostro percorso di scrittura del testo autobiografico.

Da più di un mese lavoriamo sui nostri ricordi più cari. Quello che siamo oggi è frutto di ciò che abbiamo vissuto nel passato. Ciò che stiamo vivendo adesso diventerà la rotta per il nostro futuro.

Vi siete impegnati. Tanto, tutti. Sarà un piacere leggere i vostri testi.

Come ultimo promemoria, vi lascio le slides che ci hanno aiutato a dare una forma adeguata ai nostri pensieri.

Contagio positivo.

Il corto animato che abbiamo appena visto ci suggerisce che il razzismo è come una epidemia: spesso il contagio arriva dalla società, dagli amici, dall’ambiente familiare, talvolta purtroppo anche dalla scuola.

È facile essere contagiati dal razzismo ed è anche altrettanto facile contagiare gli altri. Fortunatamente noi abbiamo trovato un antidoto: la conoscenza. Essere razzisti significa in primo luogo essere profondamente ignoranti, nel senso etimologico del termine, ovvero “non sapere”, “non conoscere” molte nozioni fondamentali, come ad esempio l’assai poco trascurabile dettaglio che le razze umane non esistono.

Torniamo adesso al nostro corto animato. Immaginiamo di vivere davvero in un mondo dove i sentimenti e le idee possono essere trasmessi “per contagio”. Quale aspetto della tua personalità vorresti trasmettere agli altri? Perché?

Scrivi le tue riflessioni sul taccuino.