Leopardi scrive a suo padre.

Lettera di Giacomo Leopardi al padre Monaldo (1819)

Mio Signor Padre,

spero nella sua benignità che non vorrà rifiutare di sentire le prime e ultime voci di un figlio che l’ha sempre amata e l’ama, e si duole infinitamente di doverle dispiacere. Per quanto Ella possa aver cattiva opinione di quei pochi talenti che il cielo mi ha dato, non ignora che quanti hanno avuto notizia di me hanno giudicato ch’io dovessi riuscir qualche cosa non affatto ordinaria.

Cominciai quindi a manifestare il mio desiderio ch’Ella provvedesse al mio destino, e al bene della mia vita futura nel modo che le indicava la voce di tutti. Ella tuttavia mi giudicò indegno che un padre dovesse far sacrifici per me, né le parve che il bene della mia vita presente e futura valesse qualche alterazione al suo piano di famiglia. Ella conosceva anche la miserabilissima vita ch’io conducevaa per le orribili malinconie, ed i tormenti di nuovo genere che mi procurava la mia strana immaginazione, e non poteva ignorare che a questo, ed alla mia salute che ne soffriva vivamente, non v’era assolutamente altro rimedio che distrazioni potenti, e tutto quello che in Recanati non si poteva mai ritrovare. Nonostante ciò Ella lasciava per tanti anni un uomo del mio carattere, o a consumarsi in istudi micidiali, o a seppellirsi nella più terribile noia, e per conseguenza, malinconia, derivata dalla necessaria solitudine, e dalla vita disoccupata, come massimamente negli ultimi mesi. Non tardai molto ad avvedermi che qualunque possibile e immaginabile ragione era inutilissima a rimuoverla dal suo proposito.

Tutto questo, e le riflessioni fatte sulla natura degli uomini, mi persuasero, ch’io benché sprovveduto di tutto, non dovea confidare se non in me stesso.

Io so che la felicità dell’uomo consiste nell’esser contento, e però più facilmente potrò esser felice mendicando, che in mezzo a quanti agi corporali possa godere in questo luogo. Odio la vile prudenza che ci agghiaccia e lega e rende incapaci d’ogni grande azione, riducendoci come animali che attendono tranquillamente alla conservazione di questa infelice vita senz’altro pensiero. So che sarò stimato pazzo, come so ancora che tutti gli uomini grandi hanno avuto questo nome. E perché la carriera di quasi ogni uomo di gran genio è cominciata dalla disperazione, perciò non mi sgomenta che la mia cominci così. Voglio piuttosto essere infelice che piccolo, e soffrire piuttosto che annoiarmi, tanto più che la noia, madre per me di mortifere malinconie, mi nuoce assai più che ogni disagio del corpo.

Avendole spiegate le ragioni del mio desiderio di fuga, resta ch’io le domandi perdono del disturbo che le vengo a recare con questa lettera.

Mio caro Signor Padre, se mi permette di chiamarla con questo nome, io m’inginocchio per pregarla di perdonare a questo infelice per natura e per circostanze. Vorrei che la mia infelicità fosse stata tutta mia, e nessuno avesse dovuto risentirsene, e così spero che sarà d’ora innanzi.

[Lettera semplificata e ridotta]

Dopo aver letto la lettera di Leopardi a suo padre, scegli la frase che più ti ha colpito e crea un artefatto digitale che la illustri. Alcune idee: puoi realizzare un meme (ovvero una citazione illustrata come questa), una word cloud (qui un esempio), un video (vedi qui e qui)… oppure quello che la tua fantasia ti suggerisce. Ovviamente i vostri lavori saranno pubblicati sul blog.

Nella pagina “strumenti” trovi tutte le applicazioni necessarie per realizzare il tuo capolavoro.

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Il Romanticismo.

Ecco una mappa concettuale sul Romanticismo per aiutarvi nello studio (e soprattutto nell’esposizione):

mappa romanticismo

Per realizzare la mappa ho utilizzato il programma Cmap. Potete scaricarlo qui (è gratuito ma occorre registrarsi), oppure utilizzare la versione online. Purtroppo non funziona sui tablet… valide alternative possono comunque essere Mindomo, MindMeister e SimpleMind.

Tornando al Romanticismo, vi propongo anche la visione di un breve video sull’argomento:

Il viaggio dell’eroe.

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Nel suo famoso saggio “Il viaggio dell’eroe”, Christopher Vogler ha ipotizzato la presenza di un’unica struttura di fondo comune a tutte le storie eroiche. In sostanza, secondo lo sceneggiatore americano le storie di Perseo, Frodo, Luke Skywalker, Harry Potter e di tanti altri eroi seguono il medesimo modello narrativo.

Per capire meglio, guarda il video qui sotto (ricordati di mettere i sottotitoli in italiano!):

Nel filmato viene analizzata la trama di Hunger Games secondo lo schema proposto da Vogler. Adesso prova tu: scegli un libro (o un film) che abbia un protagonista eroico e analizzane la trama seguendo lo schema ciclico del viaggio dell’eroe.

Il video inoltre ti esorta anche a considerare la tua vita come una sorta di viaggio mitico. Commenta la frase di Joseph Campbell “Nella caverna dove hai paura di entrare, si trova il tesoro che stai cercando”. Qual è la tua caverna? Qual è il drago che ti impedisce di entrare? Quale tesoro pensi che possa contenere?

Buon lavoro e… buon viaggio!

Le origini della lingua italiana.

Come è nata la nostra lingua? Per cercare di comprendere al meglio il lento passaggio dalla lingua latina al volgare italiano (o, per meglio dire, ai volgari…), vi consiglio di visionare con calma i seguenti materiali:

Nella lezione dell’istituto Treccani, oltre all’Indovinello veronese e al Placito capuano, è riportato un documento che non è presente nel libro, ovvero la postilla amiatina.

 Queste poche righe furono aggiunte nel 1087 alla fine di un atto notarile redatto qua vicino, ad Abbadia San Salvatore, sul Monte Amiata. Da notare l’uso della parola illu, da cui deriva il nostro articolo “il”.