Poesia dorsale.

I poeti.
Non meravigliatevi. I poeti sono tutti
un solo invisibile, indistruttibile popolo.
Parlano e sono muti. Trascorrono ère
e cantano ancora in un’antica lingua morta.
Nascono e spariscono civiltà,
ma sempre vanno lungo la strada del cuore.
Parlano di partenze, di ritorni.
Sono uguali per quel che non dicono.
Tacciono come rugiada, semenza, desiderio,
come acque scorrenti sull’argilla,
poi con il canto sottile dell’usignolo
nel bosco divengono agile sorgente sonora.
(Elio Pecora)

Ecco le nostre poesie “trovate”. Se leggete con attenzione, in ognuna potete sentire la nostra voce.

Persi tra i flutti

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L’amore è più forte

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Non era un sogno

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Rivoluzione notturna

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Merenda con rapimento

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Tutto è cambiato

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Marte, A.D. 2543

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Citazione

Giornata della memoria 2016.

Cerco la parola

Voglio con una parola
descriverli.
Prendo le parole quotidiane, dai dizionari le rubo,
misuro, peso e scruto.
Nessuna corrisponde.

Le più ardite – sanno di codardia,
le più sdegnose – ancora sante,
le più crudeli – troppo compassionevoli,
le più odiose – troppo poco violente.

Questa parola deve essere come un vulcano,
che erutta, scorre, abbatte
come terribile ira di Dio,
come odio bollente.

Voglio che questa unica parola
sia impregnata di sangue,
che come le mura tra cui si uccideva
contenga in sé tutte le fosse comuni.
Che descriva precisamente e con chiarezza
chi erano loro – tutto ciò che è successo.
Perché questo che ascolto,
perché questo che si scrive
è ancora troppo poco.

La nostra lingua è impotente,
i suoi suoni all’improvviso poveri.
Cerco con lo sforzo della mente
cerco questa parola
ma non riesco a trovarla.
Non riesco.

WISŁAWA SZYMBORSKA

A Silvia.

Cari ragazzi di terza, per le vacanze dovrete scrivere un commento alla poesia di Giacomo Leopardi “A Silvia”.

Vi propongo alcune slides che ho preparato proprio per illustrarvi la poesia:

 

Qui e qui potete anche trovare due mappe concettuali.

Dopo il video, la traccia che vi guiderà nella stesura del commento.

  • Quando scrive Leopardi questa poesia?
  • Di quale gruppo di opere fa parte?
  • Quale forma metrica presenta?
  • Ci sono figure retoriche? Se sì, quali?
  • Puoi individuare una suddivisione all’interno della poesia?
  • Quali sono il tema e l’argomento?
  • Chi era Silvia?
  • A quale periodo del pessimismo leopardiano appartiene questa canzone? Da cosa lo puoi dedurre?
  • Come considera Leopardi la natura in questa poesia?
  • Di cosa può essere considerata simbolo Silvia?

L’attimo fuggente.

Clicca qui per scaricare tutte le poesie citate nel film.

Titolo originale: Dead Poets Society

Regia: Peter Weir
Produzione: USA
Anno: 1989
Durata: 130 minuti
Temi: Adolescenza – Cambiamento – Anticonformismo – Orientamento – Poesia – La scuola – Rapporto genitori/figli

Il soggetto (La trama)
Siamo a Vermont, negli Stati Uniti, nel 1959. Il prof. Keating è il nuovo insegnante di Lettere della Welton Accademy, rigida scuola di stampo tradizionalista le cui regole sono improntate su principi di disciplina e onore. Keating ha ricevuto la sua formazione proprio in quel collegio, subendo il conformismo e il potere dell’autorità, ma come insegnante vuole trasmettere ai suoi allievi non solo l’amore per la poesia e la letteratura, ma soprattutto la forza creativa della libertà e del libero pensiero. L’insegnante, anticonformista, vuole avvicinare i propri ragazzi a un modo nuovo di concepire lo studio, mostrandolo come un’occasione per liberare la propria mente, conoscendo meglio se stessi e gli altri. È per questo che rifiuta i sistemi rigidi e obsoleti della scuola, sin dal primo giorno, quando fa strappare le prime pagine dei loro libri mettendosi a recitare i versi di Yeats e Whitman (poeta più volte citato nel film confidenzialmente come “zio Walt”…).

Alcuni allievi restano a tal punto affascinati dal nuovo insegnante da spingersi a infrangere le rigide regole del collegio, entrando in conflitto con i propri insegnanti e talvolta con gli stessi genitori. La storia però ha un risvolto tragico quando Neil, uno dei ragazzi più intelligenti e talentuosi della scuola, si toglie la vita perché non accetta il futuro che i suoi genitori vorrebbero imporgli. Le colpe del suicidio vengono fatte ricadere sul professor Keating, ritenuto moralmente responsabile del gesto estremo di uno dei suoi “discepoli”, e la scuola sembra tornare al punto di partenza, alla normalità. L’ultima scena, però, mostra che qualcosa, dentro l’animo degli studenti, è cambiato profondamente: il desiderio di essere “liberi pensatori”, di “succhiare il midollo della vita”, di trovare il coraggio di far sentire la propria voce, è diventato troppo forte per essere cancellato.

“Andai nei boschi
perché volevo vivere
con saggezza e profondità
e succhiare tutto il midollo della vita,
sbaragliare tutto ciò che non era vita!
E non scoprire,
in punto di morte,
che non ero vissuto”.
(Henry David Thoreau)

“Cogli la rosa quando è il momento
che il tempo, lo sai, vola,
e lo stesso fiore che sboccia oggi,
domani appassirà.”
(Quinto Orazio Flacco)

1. Il titolo originale, che in italiano recita Setta dei poeti estinti (Dead poets society), fa riferimento a un gruppo di giovani dedito a «succhiare il midollo della vita»; il titolo italiano, L’attimo fuggente, si riferisce invece a una poesia di Orazio, poeta latino, che ruota intorno al concetto del “Carpe diem”. Chi sono, quindi, i «poeti estinti» e a cosa aspirano?

2.  Ad un certo punto gli appartenenti alla “setta” cominciano a farsi coinvolgere troppo dal gruppo e a fraintendere il significato reale del “carpe diem”, tanto che il prof. Keating li rimprovera dicendo loro che “succhiare il midollo della vita” non significa “strozzarsi con l’osso”, e che “c’è un tempo per il coraggio e un tempo per la cautela: il vero uomo sa distinguerli”. Cosa intende Keating? Cosa era successo e perché il professore non approva il comportamento dei ragazzi?

3. Molti studenti cominciano ad assorbire le teorie di Keating e, pian piano, a cambiare. Sapresti fare qualche esempio (citando alcuni episodi)?

4. A te è mai capitato di “cogliere l’attimo”, cioè di fare qualcosa senza pensare troppo alle conseguenze perché la ritenevi una cosa importante, perché avevi paura che non si ripresentasse l’occasione? È stata una cosa “coraggiosa”, che ti ha fatto crescere, o una cosa sciocca, poco cauta, che non rifaresti? Racconta la tua esperienza.

5.
“Due strade trovai nel bosco
e io scelsi la meno battuta.
È per questo che sono diverso”

Si tratta del verso di una poesia di Frost che il prof. Keating cita a proposito del “conformismo”, aggiungendo: “Ogni pensiero è unico e vostro”. Qual è il messaggio che vuole comunicare?

6. Tu ti senti “anticonformista” o il più delle volte senti il bisogno dell’approvazione dei tuoi amici?

7. “Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita” […] “Parole e idee possono cambiare il mondo”.

Cosa vuole dire il professor Keating con queste parole? Tu sei d’accordo oppure no? Cos’è, secondo te, che conta nella vita?

8. Che cosa pensi del sistema di insegnamento del professor Keating?

9. Ciò che ti viene insegnato a scuola lo senti vicino o lontano dai tuoi interessi e dalle tue passioni?

10. Neal, il ragazzo che alla fine del film muore, ha un rapporto difficile con il padre; perché?

11. Il padre di Neal, senz’altro, sbaglia nel non ascoltare le esigenze del figlio, ma anche il figlio fa degli errori. Quali? Il prof. Keating cosa gli consiglia di fare, senza essere ascoltato?

12. Il professor Keating esorta i ragazzi a rendere straordinaria la loro vita; tu cosa fai per non sprecare i tuoi talenti?

13. In una scena del film il professore fa salire a turno i ragazzi sulla cattedra. Perché?

14. Nel film vengono citate numerose poesie. Il riferimento più forte però, proprio nell’ultima scena, è alla poesia di Walt Whitman “O capitano! Mio capitano!” (puoi trovarla anche nel tuo libro di antologia a pag 549). Chi è per te “il capitano”? Hai trovato un modello positivo da imitare o a cui ispirarti?

(Per le idee e i link si ringrazia “Il blog di Paola”).