Letture estive.

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Cosa posso leggere se…

… il mio regno è la fantasia.

  1. K. Littlewood, Profumo di cioccolato. Qui una videorecensione.
  2. J. Duprau, La città di Ember. Recensione a cura della locanda dei libri.
  3. D. W. Jones, Il castello errante di Howl. Recensione a cura di Bookland.

… mi piacciono gli animali.

  1. P. Zannoner, Zorro nella neve. Booktrailer e intervista all’autrice.
  2. M. Haig, Essere un gatto. Recensione de “Il tempo”. Sfoglia le prime pagine.
  3. G. J. Craighead, Julie dei lupi. Recensione di Xanadu.

… amo i misteri da risolvere

  1. D. Siobhan, Il mistero del London Eye. Recensione de “Il Mangialibri” e booktrailer.
  2. S. Peacock, L’occhio del corvo. Recensione della rivista Liber.
  3. P. Pullman, Il rubino di fumo. Recensione di “I libri da leggere”. Sfoglia le prime pagine.

… ho voglia di emozionarmi

  1. R. J. Palacio. Wonder. Videorecensione e sito del libro.
  2. L. Mullaly Hunt, Un pesce sull’albero. Recensione di “Biblioragazzi”.
  3. Il mondo fino a 7. Booktrailer. Recensione di “Biblioragazzi”.

… mi sento romantico

  1. B. Masini, R. Piumini, Ciao, tu. Recensione de “Il portale ragazzi” (con booktrailer).
  2. E. Puricelli Guerra, Cuori di Carta. Recensione a cura della locanda dei libri.
  3. P. Baccalario, Pesci volanti. Recensione della casa editrice Fanucci.

Cittadini digitali.

Quali sono le regole per navigare in sicurezza nel grande mare di Internet?

Ecco un’infografica che ci può servire a riflettere:

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Quando postiamo su Facebook, carichiamo una foto o semplicemente clicchiamo su un sito lasciamo dietro di noi un’impronta digitale che non potrà mai più essere cancellata.

Anche quando sarai adulto, e magari cercherai un lavoro, il tuo datore di lavoro potrà risalire a tutte le tue azioni su Internet (sì, anche quelle che pensi di aver eliminato: in realtà rimane tutto sui server).

Forse sarà il caso di pensare bene a quello che si scrive in particolare sui Social Network, o no?

Ecco un video in inglese (semplice!) che ti spiega cosa è una “digital footprint” (impronta digitale):

Prima di condividere, quindi, PENSA: posso ferire qualcuno? Se hai anche solo un piccolo dubbio, chiudi tutto, e magari avverti un adulto.

Esercizi di analisi logica.

Approfittiamo delle vacanza di Pasqua per ripassare l’analisi logica e i principali complementi studiati. Buon lavoro e buona sfida!

Poesia dorsale.

I poeti.
Non meravigliatevi. I poeti sono tutti
un solo invisibile, indistruttibile popolo.
Parlano e sono muti. Trascorrono ère
e cantano ancora in un’antica lingua morta.
Nascono e spariscono civiltà,
ma sempre vanno lungo la strada del cuore.
Parlano di partenze, di ritorni.
Sono uguali per quel che non dicono.
Tacciono come rugiada, semenza, desiderio,
come acque scorrenti sull’argilla,
poi con il canto sottile dell’usignolo
nel bosco divengono agile sorgente sonora.
(Elio Pecora)

Ecco le nostre poesie “trovate”. Se leggete con attenzione, in ognuna potete sentire la nostra voce.

Persi tra i flutti

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L’amore è più forte

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Non era un sogno

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Rivoluzione notturna

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Merenda con rapimento

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Tutto è cambiato

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Marte, A.D. 2543

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Luigi XIV, il Re Sole.

Luigi XIV divenne re di Francia a soli cinque anni. Era troppo piccolo per governare, perciò al suo posto prendevano le decisioni sua madre, Anna d’Austria, e il cardinale Mazzarino.

Erano gli anni della Fronda, un movimento di protesta portato avanti dai nobili che volevano destituire il re e prenderne il posto. Il termine “fronda” significa in francese “fionda”, e prende origine proprio dalla fionde usate dai parigini per distruggere i vetri del palazzo reale.

Questo periodo segnò l’infanzia del piccolo Luigi, e determinò molte delle sue successive decisioni.

Nel 1661, a ventitré anni, dopo la morte di Mazzarino, Luigi XIV decise di assumere il potere assoluto in Francia. Il re concentrò tutto il potere nelle sue mani, abolendo molti ministeri e apparati statali. Iniziò quindi il periodo chiamato “assolutismo francese”.

Per capire meglio cosa si intende per monarchia assoluta puoi vedere il seguente video:

Per evitare una nuova Fronda, Luigi XIV allontanò i nobili dagli affari di stato, invitandoli – ma in realtà imprigionandoli –  nella reggia di Versailles, un immenso palazzo subito fuori Parigi.

Qui i nobili vivevano in mezzo allo sfarzo e ai lussi: per sostenere questo altissimo tenore di vita erano costretti a spendere gran parte dei loro averi e non avevano più né tempo né denaro per dedicarsi alla politica.

Sei curioso di sapere come passavano la giornata i nobili a Versailles? Guarda il video e lo scoprirai:

“Il re provvedeva a tutte le necessità dei nobili che ospitava ( vitto, alloggio, vestiario). Ai più assidui, dava delle cariche simboliche (ciambellano, coppiere); il monarca dispensava  ogni cosa con generosità, forse con una punta di disprezzo. Ecco dunque l’alta nobiltà, mantenuta dal re perché non faccia nulla, soprattutto non cospiri, asservita alla persona del re, chiusa in una gabbia dorata, ma chiusa! Qualche migliaio di cortigiani abili nella sola arte di farsi vedere, di essere eleganti, che si ritengono fortunati se ricevono un sorriso benevolo dal re o se possono passargli la coppa del vino, impennacchiati e in abiti di gala sin dal mattino, inondati di profumo sul loro sudiciume (poiché l’etichetta di palazzo riserva pochissimo tempo alle abluzioni)… Una vita umiliante, ai nostri occhi. La nobiltà smarrisce completamente l’ideale militare del medioevo e finisce col riporre la sua ambizione nel quotidiano servizio di corte, accetta di vivere in funzione delle feste e dei piaceri in una prigione dorata, priva di qualunque funzione politica”.

Georges Duby

Come ormai avrai intuito, la vita a corte ruotava intorno alla figura del re, che ben presto iniziò a farsi chiamare “Re Sole“, proprio perché si considerava come l’astro intorno al quale ruotano tutti i pianeti.

Per concludere, ecco un breve ritratto del grande sovrano francese:

Se non riesci a visualizzare il filmato, clicca qui.