Lorenzo il Magnifico

Cara ragazzi di prima, stamattina approfondiremo la figura di Lorenzo De’ Medici, detto il Magnifico, uno dei personaggi più importanti del Rinascimento italiano e ago della bilancia delle questioni politiche del tempo

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Come sappiamo e abbiamo appena visto nel video, Lorenzo è scampato ad un attentato, la congiura De’ Pazzi. Ti ricordi le scritte sui muri che abbiamo visto durante la visita a palazzo Davanzati?

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Fonte della foto.

Lorenzo non era solo un abile uomo politico, era anche un mecenate, un amante dell’arte e della letteratura e uno scrittore lui stesso. Leggiamo insieme la sua opera più famosa, “Il trionfo di Bacco e Arianna“. Qui sotto troviamo lo stesso episodio illustrato da Annibale Caracci nella Galleria Farnese a Roma.

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Di Web Gallery of Art:   Image  Info about artwork, Pubblico dominio, Collegamento

Ecco ora l’interpretazione del Trionfo di Angelo Branduardi:

Ora leggete queste poesie che vi propongo. La prima è di Mimnermo, un poeta dell’antica Grecia:

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E queste due sono di Orazio, poeta latino:

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Cosa hanno in comune con il Trionfo di Lorenzo il Magnifico? Pensi che il signore di Firenze le conoscesse? Questo cosa può significare?

Non abbiamo ancora finito. Aprite il taccuino e fate lo schema a Y per la poesia che abbiamo appena letto e ascoltato (ormai siete super esperti, ma sei avete qualche dubbio qui ci sono le istruzioni).

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Federico II: stupor mundi.

Cari ragazzi di prima, stamattina in classe abbiamo parlato dell’affascinante figura storica di Federico II. Il nipote del Barbarossa fu soprannominato “stupor mundi” proprio per la sua personalità poliedrica (di “multiforme ingegno”… vi ricorda qualcuno?) che nel corso dei secoli ha dato vita ad una serie di miti e di leggende popolari sulla sua vita e le sue azioni. Qui puoi approfondire le sue vicende biografiche.

Qui sotto invece puoi vedere due interessanti lezioni introduttive sul personaggio:

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Ecco una presentazione del castello preferito di Federico II: Castel Del Monte.

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Il passatempo preferito di Federico II: la falconeria.

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Se il personaggio di Federico II vi ha incuriosito, vi consiglio la lettura del libro di Bianca Pitzorno “La bambina col falcone“, ambientato proprio durante questo periodo storico.

 

A tutti gli appassionati poi consiglio i due volumi dei “Diari di Federico II”. Per approfondire: diario primo e diario secondo.

 

Scienza e arte nel Seicento.

 

Geocentrismo ed eliocentrismo.

TEORIE COSMICHE

Qui puoi scoprire altre notizie sul geocentrismo e l’eliocentrismo.

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Se non riesci a visualizzare il video su Giovanni Keplero, clicca qui.

La scienza moderna e il metodo sperimentale.

Galileo

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L’arte del Seicento: il Barocco.

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Il Barocco a Siena: La Chiesa di San Raimondo al Refugio.

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Qui puoi consultare il sito ufficiale.

L’America Latina fra dittature e democrazia.

Sin dai primi del Novecento, gli Stati Uniti esercitarono la loro supremazia economica insieme ad un pressante influenza politica sui paesi dell’America del Sud (ricordate la dottrina Monroe: “L’America agli americani”?). Questo controllo si intensificò dopo la Seconda guerra mondiale, per timore che l’ideologia comunista penetrasse in questi paesi, come era successo a Cuba (la crisi dei missili).

Un protagonista assoluto di questo periodo fu Ernesto “Che” Guevara, un rivoluzionario argentino che organizzò la lotta armata in tutto il continente contro lo strapotere statunitense e divenne ben presto un simbolo ed un eroe per molte persone. Qui sotto una breve biografia:

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Per evitare che la rivoluzione cubana dilaghi, gli Stati Uniti sono costretti ad appoggiare in molti paesi del Sudamerica dittatori, spesso di stampo militare, di dubbia moralità, che ottengono il potere con colpi di stato (golpe) molto violenti.

È questo il caso del Cile, in cui il legittimo presidente della repubblica, Salvador Allende, socialista non gradito agli USA, muore l’11 settembre del 1973 in seguito ad un colpo di stato militare (qui il video).

Qui l’ultimo discorso di Allende alla nazione:

Qui una breve biografia:

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Prende il potere in Cile il dittatore Augusto Pinochet, appoggiato e finanziato dagli Stati Uniti. Rimarrà a capo del Cile per sedici anni (fino al 1990), macchiandosi di terribili crimini contro l’umanità: si parla di 600.000 persone tra uccisi, imprigionati e torturati, spesso con l’unica colpa di essere oppositori politici.

Durante il regime di Pinochet, i dissidenti spesso semplicemente sparivano nel nulla (erano, come si dice in spagnolo, desaparecidos). Stessa sorte capitava agli oppositori del regime argentino di Jorge Videla.

In Argentina, infatti, nel 1946 era diventato presidente Juan Perón, un uomo politico che proponeva un modello politico populista, che cioè univa al suo interno aspetti sia di destra (il nazionalismo ad esempio) che di sinistra. Perón era appoggiato anche dagli strati più bassi della popolazione, i cosiddetti descamisados, per i quali il presidente presentò leggi sociali per migliorare le condizioni di lavoro e provvedimenti volti a sottrarre le industrie argentine al controllo dei capitali stranieri (cosa che creò l’irritazione degli Stati Uniti). La grande popolarità di Perón fu favorita anche dalla sua seconda moglia, Eva Perón (Evita), che ben presto divenne popolarissima in Argentina e in tutta l’America Latina per le sue battaglie a fianco dei lavoratori e dei più poveri.

Dalla biografia di Eva Perón è stato tratto anche un musical, Evita, interpretato da Madonna. Forse ricorderete la canzone più famosa, Don’t cry for me Argentina.

Per scalzare il presidente Perón, nel 1955 fu organizzato un colpo di stato militare. Perón fu costretto a fuggire e a rimanere lontano dall’Argentina fino al 1973, quando riprese il potere (per un anno, i due successivi guidò il paese la sua terza moglie, Isabelita). Nel 1976 però i militari tornarono prepotentemente al potere: Isabelita fu deposta e prese la presidenza Jorge Rafael Videla. Si concludeva così la guerra sporca (guerra sucia), una sistematica azione di persecuzione e di repressione di qualsiasi forma di protesta o semplicemente di libero pensiero, e si apriva una delle pagine più tristi della storia dell’Argentina.

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Per saperne di più sul ruolo degli Stati Uniti in questi golpe militari, vi invito a cercare informazioni sull’Operazione Condor.

Durante la dittatura di Videla, viene attuata una sistematica persecuzione nei confronti dei presunti simpatizzanti di sinistra. In pochi anni circa 30.000 oppositori del regime vengono arrestati, torturati e fatti sparire senza lasciare tracce: sono i tristemente famosi desaparecidos.

Solo dopo la fine della dittatura si potrà fare un po’ di chiarezza sulla sorte di tante donne e tanti uomini, spesso uccisi nelle carceri o gettati nell’Oceano. Intere famiglie distrutte, bambini rapiti dalle culle e adottati da esponenti del governo…

Per cercare notizie dei loro cari e per ottenere giustizia, è nato il movimento delle Madri di Plaza de Mayo (la piazza principale di Buenos Aires).

Il Buon Governo.

Il ciclo di affreschi “Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo” di Ambrogio Lorenzetti si trova nella Sala dei Nove (o Sala della Pace) del Palazzo Pubblico della nostra città, Siena.

Rappresenta un importante documento storico in quanto ci consente di capire come si viveva in un comune medievale, sia in città che in campagna.

Clicca qui se non visualizzi la presentazione correttamente.

Video degli affreschi:

L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

Tra pochi giorni ci recheremo in visita a Sant’Anna di Stazzema per rendere omaggio alle vittime di questa inutile e crudele strage.

In classe ne stiamo parlando da tempo; per riepilogare quanto detto vi propongo la visione di alcuni filmati.

Breve ricostruzione dei fatti:

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La sentenza di condanna degli ufficiali tedeschi:

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Letture dal libro di Lorenzo Guadagnucci “Era un giorno qualsiasi”:

Il tetto del mondo: il Tibet.

L’altopiano del Tibet domina la parte centrale del continente asiatico ed è definito “il tetto del mondo”.

Come abbiamo visto, il Tibet è una regione autonoma della Cina dal 1950, quando perse la sua indipendenza dopo l’occupazione cinese guidata da Mao Zedong.

I cinesi hanno cercato in tutti i modi di distruggere l’identità culturale della regione, vietando il lamaismo (una forma di buddismo in cui la figura dei monaci riveste particolare importanza), costringendo il Dalai Lama a fuggire in India, modificando le abitudini agricole e favorendo una massiccia immigrazione di cinesi sull’altopiano.

Clicca qui se vuoi leggere l’articolo di Euronews da cui è tratto il video.

Da allora il popolo tibetano non ha smesso di lottare per l’indipendenza, con proteste e gesti anche molto drammatici.

Per ascoltare un’intervista all’attuale Dalai Lama clicca qui.

Per approfondire l’argomento, puoi vedere il documentario “Tibet, il grido di un popolo“.