Giacomo Leopardi

Poesia collettiva della classe III B.

Io sono Giacomo

Io sono un passero
che vola
solitario
nel cielo
tra le tenebre
e la tempesta.

Io sono quello spazio
infinito,
questa collina
quieta.

Io sono la voce del vento
sempre presente,
il sussurro impercettibile
che sveglia il sognatore
e lo riporta alla realtà.

Io sono l’incontro
con Ranieri,
la tempesta che scompiglia
le mie foglie.

Io non sono l’ombra
di mio padre,
io non sono
e non sarò mai
suo prigioniero.

Vengo da uno squarcio
di oscurità
abbandonato a se stesso,
Recanati,
vile borgo
selvaggio e desolato.

Vengo dalla vigliaccheria di mio padre
da libri senza libertà
da intere ali stese su pagine.

Credo nel desiderio
di conoscere
le parole che circondano
i pilastri della mia vita.

Credo nei libri,
nei filosofi
e nei poeti.

Ma non credo
in una luminosità astratta
che ci avvolge.

Sogno la luce di Roma
gloriosa
agli occhi dei poeti.

Sogno un altare
da scrittore,
sogno di essere
tempo irreversibile,
corse a perdifiato,
viaggi senza meta.

Io sono Giacomo,
l’universo
nascosto
dentro questo filo
d’erba.