L’America Latina fra dittature e democrazia.

Sin dai primi del Novecento, gli Stati Uniti esercitarono la loro supremazia economica insieme ad un pressante influenza politica sui paesi dell’America del Sud (ricordate la dottrina Monroe: “L’America agli americani”?). Questo controllo si intensificò dopo la Seconda guerra mondiale, per timore che l’ideologia comunista penetrasse in questi paesi, come era successo a Cuba (la crisi dei missili).

Un protagonista assoluto di questo periodo fu Ernesto “Che” Guevara, un rivoluzionario argentino che organizzò la lotta armata in tutto il continente contro lo strapotere statunitense e divenne ben presto un simbolo ed un eroe per molte persone. Qui sotto una breve biografia:

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Per evitare che la rivoluzione cubana dilaghi, gli Stati Uniti sono costretti ad appoggiare in molti paesi del Sudamerica dittatori, spesso di stampo militare, di dubbia moralità, che ottengono il potere con colpi di stato (golpe) molto violenti.

È questo il caso del Cile, in cui il legittimo presidente della repubblica, Salvador Allende, socialista non gradito agli USA, muore l’11 settembre del 1973 in seguito ad un colpo di stato militare (qui il video).

Qui l’ultimo discorso di Allende alla nazione:

Qui una breve biografia:

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Prende il potere in Cile il dittatore Augusto Pinochet, appoggiato e finanziato dagli Stati Uniti. Rimarrà a capo del Cile per sedici anni (fino al 1990), macchiandosi di terribili crimini contro l’umanità: si parla di 600.000 persone tra uccisi, imprigionati e torturati, spesso con l’unica colpa di essere oppositori politici.

Durante il regime di Pinochet, i dissidenti spesso semplicemente sparivano nel nulla (erano, come si dice in spagnolo, desaparecidos). Stessa sorte capitava agli oppositori del regime argentino di Jorge Videla.

In Argentina, infatti, nel 1946 era diventato presidente Juan Perón, un uomo politico che proponeva un modello politico populista, che cioè univa al suo interno aspetti sia di destra (il nazionalismo ad esempio) che di sinistra. Perón era appoggiato anche dagli strati più bassi della popolazione, i cosiddetti descamisados, per i quali il presidente presentò leggi sociali per migliorare le condizioni di lavoro e provvedimenti volti a sottrarre le industrie argentine al controllo dei capitali stranieri (cosa che creò l’irritazione degli Stati Uniti). La grande popolarità di Perón fu favorita anche dalla sua seconda moglia, Eva Perón (Evita), che ben presto divenne popolarissima in Argentina e in tutta l’America Latina per le sue battaglie a fianco dei lavoratori e dei più poveri.

Dalla biografia di Eva Perón è stato tratto anche un musical, Evita, interpretato da Madonna. Forse ricorderete la canzone più famosa, Don’t cry for me Argentina.

Per scalzare il presidente Perón, nel 1955 fu organizzato un colpo di stato militare. Perón fu costretto a fuggire e a rimanere lontano dall’Argentina fino al 1973, quando riprese il potere (per un anno, i due successivi guidò il paese la sua terza moglie, Isabelita). Nel 1976 però i militari tornarono prepotentemente al potere: Isabelita fu deposta e prese la presidenza Jorge Rafael Videla. Si concludeva così la guerra sporca (guerra sucia), una sistematica azione di persecuzione e di repressione di qualsiasi forma di protesta o semplicemente di libero pensiero, e si apriva una delle pagine più tristi della storia dell’Argentina.

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Per saperne di più sul ruolo degli Stati Uniti in questi golpe militari, vi invito a cercare informazioni sull’Operazione Condor.

Durante la dittatura di Videla, viene attuata una sistematica persecuzione nei confronti dei presunti simpatizzanti di sinistra. In pochi anni circa 30.000 oppositori del regime vengono arrestati, torturati e fatti sparire senza lasciare tracce: sono i tristemente famosi desaparecidos.

Solo dopo la fine della dittatura si potrà fare un po’ di chiarezza sulla sorte di tante donne e tanti uomini, spesso uccisi nelle carceri o gettati nell’Oceano. Intere famiglie distrutte, bambini rapiti dalle culle e adottati da esponenti del governo…

Per cercare notizie dei loro cari e per ottenere giustizia, è nato il movimento delle Madri di Plaza de Mayo (la piazza principale di Buenos Aires).

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