Esperimento di scrittura collettiva.

Ecco la presentazione che abbiamo utilizzato in classe per scrivere a gruppi un racconto fantastico:

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Letture di dicembre.

A dicembre… letture per tutti i gusti!

Visto che la restituzione è prevista per la fine delle vacanze di Natale… perché non provare a leggerne almeno due?

Fantascienza (a grande richiesta… contento Leonardo? 😉 )

  • Douglas Adam, Guida galattica per autostoppisti
  • Orson Scott Card, Ender’s Game (Il gioco di Ender) e successivi
  • Isaac Asimov, Io robot
  • Isaac Asimov, Sogni di robot
  • M.T. Anderson, Feed
  • Alaxender Key, Conan. Il ragazzo del futuro.
  • Neil Gaiman, Il ragazzo dei mondi infiniti
  • Ursula K. Le Guin, La salvezza di Aka
  • Jack McDevitt, Echo
  • Connie Willis, L’anno del contagio

Tematiche attuali

  • Luigi Garlando, Per questo mi chiamo Giovanni
  • R. J. Palacio, Wonder
  • Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli
  • C. Hiaasen, Hoot
  • G. Del Ponte, L’enigma di Gaia. Gli invisibili (e tutti i successivi!)
  • Debora Ellis, trilogia del Burqa, cioè:
    • 1 Sotto il Burqa
    • 2 Il viaggio di Parvana
    • 3 Città di Fango
  • Francesco D’Adamo, Storia di Iqbal
  • Susan Kreller, Un elefante nella stanza
  • A. Ferrara, G. Sgardoli, Nemmeno un giorno
  • Viviana Mazza, Storia di Malala

Prima guerra mondiale

  • Michael Morpurgo, La guerra del soldato Pace
  • Michael Morpurgo, War Horse
  • Paul Dowswell, L’ultima alba di guerra
  • Marco Tomatis, Lorenzo e la Grande Guerra
  • Shaun Tan, Gary Crew, Memorial
  • McKay Sharon, Il mare di Charlie
  • Carini Alimandi Lia, L’ultimo pirata
  • Guido Petter, Una magica estate
  • Lia Levi, Cecilia va alla guerra
  • James Riordan, La notte in cui la guerra si fermò
  • John Boyne, Resta dove sei e poi vai
  • Chris Hill, Il volo dell’Asso di Picche
  • Chiara Carminati, Fuori fuoco
  • Guido Sgardoli, Il giorno degli eroi

per lettori esperti:

  • Eric Marie Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale
  • Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve
  • Emilio Lussu, Un anno sull’altipiano
  • Ernest Hemingway, Addio alle armi
  • George Orwell, La fattoria degli animali (Rivoluzione Russa)

Distopie (Chiara, visto che alla fine qualcosa di fantasy c’è? 😉 )

  • Lois Lowry, The giver (il donatore)
  • Susan Collins, Hunger games (tutta la serie)
  • Veronika Roth, Divergent (e successivi)
  • James Dashner, Il Labirinto (e successivi)
  • Kazuo Ishiguro, Non lasciarmi
  • Beatrice Masini, Bambini nel bosco
  • Sally Gardner, Il pianeta di Standish
  • Ryan Graudin, Wolf. La ragazza che sfidò il destino
  • Jean-Claude Mourlevat, Terrestre

per lettori esperti

  • Orwell, 1984
  • Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Romanzi fantastici

  • Edgar Allan Poe, Le avventure di Gordon Pym
  • Robert Louis Stevenson, Dr Jeckil e Mr Hide
  • Henry James, Il giro di vite
  • Arthur Conan Doyle, Il mondo perduto
  • Italo Calvino, Il cavaliere inesistente (facile)
  • Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento
  • Carlos Ruiz Zafón, Il principe della nebbia (facile)
  • Dino Buzzati, Il segreto del bosco vecchio (facile)
  • John Connoly, Il libro delle cose perdute (facile)
  • Haruki Murakami, La strana biblioteca
  • Mary Shelley, Frankenstein
Citazione

Il cavaliere del secchio

Crediti: http://burabacio.wordpress.com/2013/11/05/il-cavaliere-del-secchio-e-la-fantasia-secondo-dante/

Stamattina abbiamo letto in classe lo strano racconto di Kafka “Il cavaliere del secchio”. Ecco come ne parla Italo Calvino in una delle sue famose conferenze poi confluite nella raccolta “Lezioni americane”:

Vorrei chiudere questa conferenza ricordando un racconto di Kafka, Der Kübelreiter (Il cavaliere del secchio).

E’ un breve racconto in prima persona, scritto nel 1917 e il suo punto di partenza è evidentemente una situazione ben reale in quell’inverno di guerra, il più terribile per l’impero austriaco: la mancanza di carbone. Il narratore esce col secchio vuoto in cerca di carbone per la stufa. Per la strada il secchio gli fa da cavallo, anzi lo solleva all’altezza dei primi piani e lo trasporta ondeggiando come sulla groppa d’un cammello. La bottega del carbonaio è sotterranea e il cavaliere del secchio è troppo in alto; stenta a farsi intendere dall’uomo che sarebbe pronto ad accontentarlo, mentre la moglie non lo vuole sentire. Lui li supplica di dargli una palata del carbone più scadente, anche se non può pagare subito. La moglie del carbonaio si slega il grembiule e scaccia l’intruso come caccerebbe una mosca. Il secchio è così leggero che vola via col suo cavaliere, fino a perdersi oltre le Montagne di Ghiaccio.

Molti dei racconti brevi di Kafka sono misteriosi e questo lo è particolarmente. Forse Kafka voleva solo raccontarci che uscire alla ricerca d’un po’ di carbone, in una fredda notte del tempo di guerra, si trasforma in quête di cavaliere errante, traversata di carovana nel deserto, volo magico, al semplice dondolio del secchio vuoto. Ma l’idea di questo secchio vuoto che ti solleva al di sopra del livello dove si trova l’aiuto e anche l’egoismo degli altri, il secchio vuoto segno di privazione e desiderio e ricerca, che ti eleva al punto che la tua umile preghiera non potrà più essere esaudita, – apre la via a riflessioni senza fine.

Avevo parlato dello sciamano e dell’eroe delle fiabe, della privazione sofferta che si trasforma in leggerezza e permette di volare nel regno in cui ogni mancanza sarà magicamente risarcita. Avevo parlato delle streghe che volavano su umili arnesi domestici come può essere un secchio. Ma l’eroe di questo racconto di Kafka, non sembra dotato di poteri sciamanici né stregoneschi; né il regno al di là delle Montagne di Ghiaccio sembra quello in cui il secchio vuoto troverà di che riempirsi. Tanto più che se fosse pieno non permetterebbe di volare. Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi. La leggerezza, per esempio, le cui virtù questa conferenza ha cercato d’illustrare.

Per saperne di più su questo racconto, clicca qui.